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Giuseppe Lupo – Medioccidente. Un’alternativa geografica, politica, culturale


Medioccidente. Un’alternativa geografica, politica, culturale
Finito il Novecento e bruciate le aspettative del passaggio al nuovo millennio, sentiamo oggi il bisogno di cercare un’altra maniera di essere occidentali, consci che qualcosa è andato storto. Giuseppe Lupo ci invita a immaginare un luogo fuori dalle cartine ma dentro le coscienze: il Medioccidente. Non una regione da rintracciare sugli atlanti geografici, ma una soglia tra un Oriente non finito e un Occidente non cominciato; una frontiera simbolica in cui tentare un equilibrio tra New York e Gerusalemme, tra Istanbul e Gibilterra, tra Oslo e Tangeri; un «continente morale» dove realizzare un nuovo patto tra gli uomini.
Presenta Gian Mario Villalta
Giuseppe Lupo è nato in Lucania (Atella 1963) e vive in Lombardia, dove insegna presso l’Università Cattolica di Milano e di Brescia. Tra i suoi romanzi, tutti pubblicati da Marsilio, ricordiamo L’americano di Celenne (2000, Premio Berto, Premio Mondello), L’ultima sposa di Palmira (2011, Premio Selezione Campiello), Viaggiatori di nuvole (2013, Premio Giuseppe Dessì), L’albero di stanze (2015, Premio Alassio-Centolibri, Premio Frontino-Montefeltro), Gli anni del nostro incanto (2017, Premio Viareggio-Rèpaci), Breve storia del mio silenzio (2019), Tabacco Clan (2022) e Storia d’amore e macchine da scrivere (2025), Medioccidente. Un’alternativa geografica, politica, culturale (2026).
È autore di diversi saggi sulla cultura del Novecento, come La letteratura al tempo di Adriano Olivetti (2016), Le fabbriche che costruirono l’Italia (2020) e La modernità malintesa (2023). Nel 2025 ha pubblicato Laboratorio Pordenone (Italo Svevo), insignito del Premio Letterario Friuli Venezia Giulia “Il racconto dei luoghi e del tempo”. Collabora alle pagine culturali del «Sole-24Ore».
